Manuela e Fabio, dopo un’esperienza in Brasile come fidei donum vivono alla Parrocchia Pentecoste con le loro due bimbe. Prima di loro due famiglie hanno vissuto la “fraternità missionaria” con il parroco don Ambrogio: una parrocchia con al centro un’esperienza di fraternità e scambio vocazionale.

Eccoci! Siamo la famiglia Panzeri (Fabio, Manuela, Marta e Caterina) e,  con Don Ambrogio Basilico, stiamo vivendo un’esperienza di fraternità missionaria nella parrocchia della Pentecoste nel quartiere di Quarto Oggiaro a Milano.

Per la parrocchia non è novità, ma un cammino ormai consolidato, iniziato circa 15 anni fa da un’intuizione di Don Alberto Bruzzolo con la famiglia Ragaini, continuato con lo stesso Don Ambrogio e la famiglia Costa e giunto fino a noi, nella speranza che proseguirà oltre noi…!

Sempre con il Consiglio Pastorale ad appoggiare e incoraggiare questa esperienza, nella convinzione che lo stile di una parrocchia “in uscita” e di una comunità cristiana al servizio del Regno passino anche attraverso scelte di corresponsabilità laicale, di una chiesa semplice e attenta a tutti, soprattutto ai poveri e ai più bisognosi.

In questo senso la fraternità è segno di testimonianza, è segno tangibile di una Chiesa che vuole vivere accanto ai fratelli, presenza viva a fianco della gente, nelle gioie e nelle fatiche che la quotidianità del vivere ci presenta.

La fraternità intesa perciò non come gratificazione e vanagloria di chi la vive ma semmai come strumento per valorizzare i diversi carismi presenti nella comunità parrocchiale dando ad ognuno di essi la possibilità di vivere appieno l’incontro personale con Cristo, secondo i tempi e modi di ognuno. (cfr. Mt 5, 14-16“né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa”, dove per casa intendiamo la chiesa/parrocchia).

Ecco, è proprio questo quello che ci ha affascinato della fraternità di Pentecoste: dopo l’esperienza in Brasile come laici fidei donum della Diocesi di Milano ci siamo interrogati su come vivere quella Parola incarnata nella Vita tanto cara alla tradizione delle comunità di base brasiliane, anche qui, al servizio della  nostra chiesa locale (che già tanto offre). Il nostro desiderio –  personale, di coppia e di famiglia – era ed è  quello di continuare a camminare, non da soli, per realizzare quel sogno di una chiesa coi i piedi ben piantati per terra e con lo sguardo rivolto al cielo.

Così da settembre 2016 viviamo con Don Ambrogio sullo stesso pianerottolo della nuova chiesa della Pentecoste, in due appartamenti separati,  rispettando i tempi e gli spazi di ognuno ma condividendo alcuni momenti comuni: la cena, la preghiera e il confronto sulla vita della parrocchia e della fraternità. Non è semplice coniugare gli impegni di tutti e spesso non ce la facciamo…ma anche il condividere la stanchezza e il fatto di non essere supereroi (come le nostre figlie o i parrocchiani vorrebbero!) rafforza il senso e il legame della fraternità.

Abbiamo la fortuna di ritrovarci in una parrocchia molto viva e partecipata (evidentemente le fraternità precedenti hanno seminato bene..) per cui seguiamo alcune attività e pastorali (il gruppo famiglie, il gruppo missionario e caritas) ma né più né meno di altre persone. Questo a volte ci mette in crisi e ci interroga : ma cosa siamo qui a fare? È veramente necessario vivere in parrocchia? No, non siamo indispensabili e semmai lo diventassimo allora sì che dovremmo veramente preoccuparci del senso della nostra presenza.

Il nostro impegno è quello di esserci, di vivere la nostra vita, nella gioia e nelle difficoltà, accanto e a servizio degli altri, continuare a tener vivo  il fuoco della missione che altri prima di noi hanno acceso e alimentato. Già questo ci sembra un impegno per cui vale la pena spendersi e affidarsi nella mani di qualcun Altro.

Manuela e Fabio

Quindici anni di fraternità missionaria alla parrocchia Pentecoste>>

Passaggio di TESTIMONE a Pentecoste>>

Testimonianza della fam. Panzeri a “Tempo Presente” su Telepace.