E’ passato un anno dal nostro arrivo in oratorio e sembra difficile crederci. Un anno in cui sono accaduti miriadi di avvenimenti che, se dovesse parlare il nostro cuore, diremmo che sono passati diversi anni.
Abbiamo imparato ad amare veramente e a donarci senza ritrosie e tentennamenti. Abbiamo conosciuto le storie dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Perché se le storie di chi ci passa accanto non sono un po’ di tutti noi e non ci appartengono, allora di chi sono?
Siamo contenti perché abbiamo incontrato chi è sorridente e discreto, gentile e mite, e questo ci rinvigorisce e ci spinge a pensare sempre bene degli altri. Stiamo imparando a ritagliarci sempre tempo per offrire tè e biscotti o un piatto caldo per chi sale e abita la nostra casa.
E’ bello stringere legami con le persone, conoscerle e sentire che questo porta beneficio un po’ a noi, ma forse un po’ anche agli altri.
Viviamo in oratorio perché questo luogo possa diventare il campo da gioco relazionale dove le persone si possano sentire bene. Immaginiamo un luogo bello, curato, verde e colorato che aiuti a volersi bene, che abbatta le barriere relazionali che ci separano e dove gettare le basi per una comunità attiva.

