Roberta, Ivan e i loro quattro bimbi vivono dal 2019 nella canonica di san Pio X a Cesano Maderno, “vicini di pianerottolo” di don Angelo, e con il desiderio di vivere nella loro nuova casa nello stile accogliente della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Siamo Ivan e Roberta, abbiamo 4 figli naturali e una bambina in affido,siamo famiglia missionaria a km 0 dal 2019 e viviamo nell’oratorio di San Pio X a Cesano Maderno. All’inizio dell’esperienza eravamo legati all’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Con il tempo ci siamo allontanati mantenendo comunque lo stesso stile e carisma di condivisione con i poveri e gli ultimi. In questi anni abbiamo invece iniziato a camminare con la Fraternità Evangelii Gaudium. All’interno della parrocchia ci piace condividere la vita con le altre famiglie e con i poveri. Abbiamo ricevuto tanto in questi 6 anni, ci ha fatto fare dei passi in avanti nel nostro cammino ma capiamo che per noi è giunto il momento di cambiare…verso chi e cosa lo stiamo ancora scoprendo. La missione per noi è mostrare il volto di Dio con uno stile di famiglia aperto all’altro. Il vivere in parrocchia ci ha dimostrato che seminando con gratuità si raccoglie tanto in relazioni forti, significative e altrettanto gratuite. L’immagine biblica che ci rappresenta è il buon samaritano, una casa da cui tutti possono passare e fermarsi per trovare ristoro per il tempo necessario.

 

10 righe precedenti (2021)

Viviamo nella casa canonica all’interno dell’Oratorio della Parrocchia san Pio X a Cesano Maderno, avendo come “vicino di pianerottolo” Don Angelo, il sacerdote referente della Parrocchia della Comunità Pastorale Pentecoste di cui facciamo parte e con il quale viviamo momenti di preghiera e di confronto.

L’inizio di questa esperienza è arrivato alla fine di un percorso lungo e faticoso alla ricerca di un luogo dove potere esprimere la nostra vocazione di essere famiglia aperta all’accoglienza maturata all’interno della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Abbiamo scelto di farci guidare e rappresentare dalla figura del “Buon samaritano” in particolare l’idea della locanda dove l’uomo viene curato e ristorato dopo essere incappato nei briganti.

Ivan e Roberta

L’articolo uscito sul giornale di Seregno: